LA COMBOGEO

Il sistema UNO E TRINO per il riscaldamento e il raffrescamento ideato e brevettato da Liviano Giusto.

I protagonisti: sole, pioggia e acque di scarico. Sistema “uno e trino” perché mette “al lavoro” insieme il sole, la pioggia e le acque di scarico delle nostre case.

Il sistema “uno e trino” è mettere in dialogo quello che prima non dialogava. Cioè rendere più efficiente il sistema delle tecnologie delle nostre case, ponendole in relazione.

L’acceleratore è la pompa di calore. La prima tecnologia da far marciare meglio è il solare termico. I pannelli solari che scaldano l'acqua per farci la doccia o per lavare i piatti, oggi, sono usati in maniera poco efficiente: d'estate hanno in genere una sovrapproduzione di acqua calda che non viene usata; e d'inverno non raggiungono temperature sufficienti per l'uso, ma funzionano solo da integratori per la caldaia».

Nei mesi freddi quel po' di gradi che comunque i pannelli solari conseguono possono servire per scaldare gli ambienti. Ma solo grazie a una pompa di calore.

Mediamente, anche in condizioni avverse, il solare termico porta infatti l'acqua ad almeno 15° e, se c'è sole, anche a 30°. Un'acqua a questa temperatura non serve per i termosifoni, ma va benissimo per la pompa di calore, quella macchina che, grazie ad un compressore, è in grado di trasferire energia termica da un contenitore a temperatura più bassa a uno a temperatura più alta. La pompa di calore, cioè, fa il contrario di quello che avviene in natura.

E' più o meno quello che succede, per esempio, quando si usa la pompa di calore geotermica, che sfrutta il calore dell'acqua

scaldata a 14° dal sottosuolo, dove la temperatura è costante tutto l'anno.

Ma con la geotermia bisogna fare una perforazione del terreno, per spingere cento metri sottoterra dei tubi.

Con il sistema UNO E TRINO non serve.

Si recupera energia anche dall’acqua piovana. Dopo il sole, la pioggia è il secondo elemento del sistema: Oggi è già un obbligo, nelle nuove edificazioni realizzare una vasca per il recupero delle acque meteoriche.

Solo che lo si fa per poi utilizzarle nell'irrigazione del giardino o, al massimo, per lo sciacquone del water. Nel sistema UNO E TRINO ne sfrutto invece l'energia termica».

Un contenitore da cinque o dieci metri cubi, collocato un metro e mezzo sottoterra, può diventare un accumulatore di energia, una batteria: essendo 150 centimetri sottoterra, sfrutta la temperatura più alta di quella del terreno superficiale. Poi, se ci si mette attorno una serpentina, e in essa si inserisce un tubo che scende dall'impianto solare termico, con il calore dell'acqua scaldata dal sole si scalda anche l'acqua piovana. Così l'acqua alimenta il circuito che entra nella pompa di calore e questa, che moltiplica l'energia immessa per un coefficiente variabile fra 4 e 5, produce il calore che scalda l'ambiente.

E infine la fognatura. Il terzo fattore, infine: la fossa biologica.

Per questa, infatti, passa una gran quantità di acqua calda, usata e gettata subito via: quella delle docce, della lavatrice, del lavaggio dei piatti...

Sono apporti intermittenti, certo, ma quando ci sono è un peccato buttarli via. Con uno scambiatore di calore, che interviene al momento opportuno (ovviamente senza alcuno scambio di liquidi che, nella biologica, non sono puliti....), si può recuperare anche questa energia termica, convogliandola verso la pompa di calore.

Questa è la trigenerazione delle rinnovabili, il sistema UNO E TRINO.